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Sei o sette ore di sonno sono sufficienti per preservare la salute del cuore

Il sonno può incidere sulla salute del cuore al pari della dieta e dell’esercizio fisico. È ciò che emerso da uno studio presentato in occasione della 70esima sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology, la prima ricerca a interrogarsi sulla eventuale correlazione tra rischio cardiovascolare e durata del sonno.

I ricercatori hanno scoperto che il sonno, proprio come la dieta, il fumo e l’esercizio fisico, può svolgere un ruolo determinante per la salute del cuore e che quindi dormire da sei a sette ore per notte può contribuire ad avere una migliore salute cardiaca.

Per svolgere la ricerca è stato fatto un lavoro mastodontico: oltre 14.000 partecipanti dal 2005 al 2010, seguiti in media per almeno 7 anni; l’età media era di 46 anni di cui la metà donne e meno del 10% con dichiarate malattie cardiache.

In base alle prime risposte fornite in un questionario, che riguardavano la durata media del sonno, i ricercatori hanno prima separato i partecipanti in 3 gruppi differenti; poi hanno stilato una sorta di punteggio per rischio di aterosclerosi e per i livelli di proteina C-reattiva, un marcatore infiammatorio associato a malattie cardiache.

Il punteggio di rischio di aterosclerosi, che tiene conto fattori come sesso, età, colesterolo e pressione sanguigna, è stato utilizzato per prevedere la probabilità, nei successivi 10 anni, di infarto, ictus o morte per aterosclerosi.

Un punteggio inferiore al 5% era considerato a basso rischio e il punteggio medio tra tutti i partecipanti era del 3,5%: quelli che riuscivano a dormire almeno 6-7 ore a notte avevano il rischio più basso.

Con il passare degli anni il rischio però aumentava fino 4,6% nelle persone che dormivano meno di 6 ore a notte, mentre è rimasto lo stesso (3,3%) in quelle che dormivano 6-7 ore o più di 7 ore a notte.

“Il rischio di aterosclerosi è lo stesso in coloro che dormono 6/7 ore e in quelli che superano le sette – ha spiegato Kartik Gupta dell’Henry Ford Hospital di Detroit, autore principale dello studio – ma i livelli di proteina C-reattiva, che aumenta quando si verifica un’infiammazione nel corpo, erano più alti in chi dormiva sonni più o meno lunghi di 6 o 7 ore. L’incidenza del sonno, quindi, aumenta nel corso degli anni, ci vuole tempo prima che si verifichi il danno”.

Insomma, ci sono alcuni fattori di rischio per la salute vascolare, come età, sesso o genetica, sui cui si può far poco, ma per fortuna si è sempre in tempo per provare a modificare le proprie abitudini del sonno.

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Spesso nel nostro blog abbiamo spiegato i possibili correttivi da applicare per migliorare le proprie abitudini del sonno. Dal cercare di andare a dormire e svegliarsi sempre alla solita ora, a limitare l’uso di dispositivi e tablet prima di addormentarsi, fino a porre attenzione alla dieta e agli orari in cui si svolge attività fisica.

Tra le cose di cui bisogna assicurarsi, c’è anche un comfort adeguato che materasso o guanciale devono garantirci durante la notte. Il guanciale forse è ancora più sottovalutato, ma ti possiamo assicurare che incide in maniera davvero significativa sulla qualità del sonno.

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