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Che cos’è il Sonniloquio?

Questa parola, sonniloquio, vi suona strana? Probabilmente non l’avete mai sentita pronunciare, ma non appena vi spieghiamo di che cosa si tratta scoprirete di conoscerla. Pronti? Bene, il sonniloquio è una parasonnia che si caratterizza per il parlare nel sonno. Adesso vi è molto più chiaro, vero? Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di bofonchiare qualche parola durante la notte o, ancora, di sentire i propri figli, compagni/e o altre persone parlare durante il riposo notturno. Si tratta infatti di una condizione abbastanza diffusa, soprattutto tra i bambini.

Diversamente da quanto si possa credere, le parole che vengono pronunciate mentre si dorme non sono correlate al sogno, o eventuale incubo, che si sta facendo, sono del tutto indipendenti. Inoltre, per quanto riguarda proprio ciò che viene pronunciato si tratta di frasi di senso compiuto durante la fase REM e borbottii, o altri suoni non propriamente interpretabili, durante la fase di sonno poco profondo, nota come fase NREM. Quindi, il sonniloquio è influenzato più dalla fase di sonno in cui ci si trova e non dai sogni.

Ma perché questo succede? Siamo sicuri che ve lo state chiedendo. Vi avevamo già raccontato che cosa fa il cervello quando dormiamo ed il sonniloquio trova risposta nel fatto che anche durante la notte, quando siamo cioè dormienti, il cervello prosegue con la formulazione di pensieri inconsci. Si tratta quindi di un fenomeno che non deve destare preoccupazioni, non è assolutamente una malattia, ma è importante che la sua frequenza sia rara. Un discorso differente andrebbe fatto se gli episodi di parlare nel sonno sono ravvicinati a livello temporale tra di loro, se si verificano più volte in una settimana per esempio.

Nel caso dei bambini, il consiglio è di non svegliarli se parlano nel sonno e di consultare il pediatra se il sonniloquio si presenta spesso. Questo perché le cause solitamente sono differenti da quelle che sono motivo di sonniloquio negli adulti.
In questi casi ci si riferisce più frequentemente al termine “disturbo”, inteso come disturbo del sonno causato dal proprio stile di vita. Non vogliamo dire che bisogna stravolgere le proprie abitudini quotidiane, ma capita spesso che nei periodi di forte stress, il proprio modo di dormire venga influenzato e subisca così dei cambiamenti. Ecco che il primo consiglio è quello di cercare di ridurre quanto più possibile lo stress e l’ansia, nonché di fare proprie le buone abitudini serali per favorire il riposo. Tra queste spiccano due divieti e due consigli: i consigli sono di consumare una cena leggera e di mettere in pratica tecniche di rilassamento, così da addormentarsi in maniera tranquilla; i divieti sono l’assunzione di bevande eccitanti, come l’alcool, ma anche il thé ed il caffè, prima di andare a dormire ed evitare altresì di fare attività fisica in fascia serale.

Utile per capire che tipo di correlazione può esserci tra i propri episodi di sonniloquio e la vita di tutti i giorni è scrivere una sorta di diario notturno o diario del sonno, nel quale riportare cosa si è fatto, mangiato, assunto, anche a livello di farmaci per esempio, le ore dormite, la sensazione al momento dell’addormentamento o quella al risveglio. Queste sono solo alcune delle cose da annotare, ognuno può gestirsi questo diario come ritiene più opportuno e in caso di un’insistenza sempre maggiore del parlare nel sonno, che può essere fastidioso se si condivide il letto con un’altra persona, può presentarlo al proprio medico di fiducia per capire la natura di questa parasonnia.

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