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Social e adolescenti: un uso smodato provoca insonnia

Nell’ultimo decennio la tecnologia ha decisamente cambiato il nostro stile di vita. Se in meglio o in peggio questo non sta a noi dirlo, ma resta il fatto che l’introduzione di un oggetto come lo smartphone, diventato davvero di uso comune anche grazie a costi sempre più accessibili, ci ha fatto sviluppare un’abitudine che potremmo definire tranquillamente come una vera e propria dipendenza.

Più volte in questo blog abbiamo raccontato come un uso smodato dello smartphone, soprattutto la sera prima di addormentarsi, può influire negativamente sulla qualità del sonno e tra i più colpiti di questa conseguenza ci sono senza dubbio gli adolescenti.

A ribadirlo è stata una ricerca dell’Università di Glasgow che ha sviluppato uno strumento per misurare l’impatto dei social media sul sonno degli adolescenti. Lo studio ha coinvolto oltre 3.000 giovani, sottoposti ad un questionario suddiviso in 10 punti che ha rivelato l’Index of Nighttime Offline Distress, (indice di stress notturno) o iNOD, strumento che potrebbe aiutare medici, insegnanti e genitori a comprendere l’impatto che i social media hanno sul sonno di un adolescente. 

I ricercatori hanno notato che i giovani che trascorrevano più tempo sui social media, riscontravano maggiori problemi a prendere sonno. Non solo: in questi soggetti il sonno risultava più breve e di peggiore qualità.

Questo dipende principalmente dalla “luce blu” emessa dallo schermo dei dispositivi, che può danneggiare i cicli del sonno. Ad incidere negativamente però è anche il sovraccarico di informazioni, che può provocare angoscia e distrarre dal sonno.

L’iNOD dunque potrebbe aiutare i giovani a valutare se stessi, ma anche a diagnosticare i motivi per cui non stanno dormendo bene, fornendo dati utili anche per insegnanti, genitori e medici. “Nello sviluppo di iNOD, abbiamo costruito da zero un sistema di misurazione per riflettere le esperienze e le opinioni della vita reale dei giovani di oggi. L’obiettivo è quello di avere un quadro più preciso delle abitudini dei giovani, compreso anche l’uso notturno dei social media, e di come ciò influisce sul loro sonno”, ha spiegato la dott.ssa Holly Scott, autrice dello studio.

Rilassare il collo può aiutare a dormire meglio

I problemi del sonno possono avere molte origini e abbiamo visto come un uso smodato dello smartphone possa rappresentare una causa importante. L’ideale sarebbe cercare di limitarne l’utilizzo, soprattutto quando siamo nel letto e stiamo per addormentarci. 

A quel punto entrano in ballo anche altri fattori, legati inevitabilmente agli accessori che utilizziamo per dormire.

Ecco allora che riuscire a distendere e rilassare bene il collo potrebbe davvero aiutare a conciliare il sonno, specie se per diverse ore nel corso della giornata abbiamo mantenuto la stessa posizione, cioè con la testa chinata a fissare il telefonino.

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